Critiche d'arte  

 

... molte sue opere sono realizzate in transmedianica: cioè, in un’apertura mentale foriera di grazie divine e di impulsi floridi di attive presenze.

Dipinge volti di fanciulle bellissime, ammantati di fiori, quasi un rinnovato neo-liberty, che si sposa ad un simbolismo meditativo e spirituale.  Composizioni che coinvolgono situazioni ambientali e magnificenze paradisiache e misteriche, in un crescendo di emozioni che conquistano il fruitore.

Forse la chiave del succetto di Teresa G.D. sta proprio nella gioia di vivere, che trasmette ai suoi collezionisti, che amano immedesimarsi in vicissitudini serene, richiamandosi ad un idilliaco Eden, in cui la fraternità, si sposa ad un godimento etico della vita.  Ed è quel paradiso terrestre a cui aspirava Paul Gaugin e che Teresa G.D. ha resuscitato in chiave personale, per trionfare sulle brutture dell’umanità.

Il colore ha una magnificenza angelica, riesce a cogliere dai primi piani momenti lirici di intensa comunione mistica con le essenze floreali, le donne effigiate, i mille motivi, che creano una dimensione poetica della forma.

Una pittrice che ha idealizzato l’amore e la bellezza come "quintessenza" della vita.

Tutte le opere della pittrice Teresa G.D., sono filtrate da un’analisi profondamente spirituale ed intellettuale.  I suoi quadri si svincolano dai soliti moduli d’ogni forma d’obbligo, per entrare in un Eden fabulistico, in cui l’ordine compositivo e le armonie non ammettono ripensamenti.

L’accentuazione lirica delle scene ambientali avviene tra pittoricità ed illustrazione, per rendere la processione delle immagini ed il rapporto diretto della realtà, mentre il simbolo ha il compito di celebrare il linguaggio degli “impulsi dinamici, come affermava Karl Gustav Jung, nella "Fenomenologia della Psiche"

Le donne di Teresa G.D. sono celestiali, vivono una vita idilliaca, piuttosto sentimentali che erotiche, per celebrare il sangue latino, l’amore fra i popoli, la conciliazione universale.  Teresa G.D. ha l’ambizione di fondere la sublimità pittorica del Centr’America, con la liricità italiana, per trasmettere ai giovani il simbolo dell’innocenza, della poesia del "fiore Donna" come simbolo di purezza e di inno alla Madre.

 

                                                   Antonino De Bono