Favola della creazione del MagoG


Favola della creazione del MagoG

Il tracciato si compie

 

Cera una volta il magoG, che dopo aver assistito alla fatica della creazione e al suo conseguente abbandono alla deriva spaziale, non riusciva ad accettare i  risultati ottenuti, così decise di dare qualche ritoccatina a tale capolavoro .

Prese una manciata di unità idrocarboniche e le gettò dentro uno spazio apparentemente perimetrato, ma che aveva come confine l’incalcolabile e l’indefinibile, dando origine alla legge del caos.

Si tracciarono pian piano, come in una sorta di rigenerazione, le linee del destino degli abitanti di questo spazio, che per comodità chiameremo indimensionale, dando vita al moto perpetuo.

Legge del caos e moto perpetuo diventarono le due leggi fisiche di questa dimensione che il mago G aveva, incautamente generato.

 

La nuova situazione era ormai fuori controllo e il mago G si rese conto del perché la prima creazione dava l’impressione di essere alla deriva, infatti nella dimensione indimensionale si stavano verificando una serie di fenomeni, che mai avrebbe sospettato possibili, quando aveva dato l’avvio al procedimento.   Il suo intento era di mettere ordine, ma non aveva fatto i calcoli con l’incredibile capacità delle unità idrocarboniche, che ancora prima che il caos si fosse generato, già in loro il caos era esistente.

 

La loro moltiplicazione ebbe luogo, anziché per somma, per scissione, così ognuno senza il congiungimento, poteva generare nuove unità, dividendo se stesso e la cosa sembrava non potesse avere mai fine, perché il nuovo generato, possedeva intatte tutte le qualità del generante e a sua volta, poteva ricorrere allo stesso mezzo, finché questo originale sistema riproduttivo, non entrò in conflitto con il principio della creazione.  Infatti, nonostante l’apparente vantaggio della partenogenesi senza rischi;  l’unità generata poteva addirittura annullare quella generante, in una sorta di moto perpetuo e spesso lo faceva, perfettamente consapevole di potersi riprodurre all’infinito.

 

Il mago G, non era intervenuto dando vantaggi a qualcuna delle unità carboniche, ma non aveva fatto ancora i conti con il loro potenziale, perché ciascuno, nello spazio indimensionale, aveva portato con sé tutto quello che possedeva nella tridimensione, perpetuando il valore della differenza a scapito dell’uguaglianza, che in questo spazio era ancora più marcata che nella tridimensione, in quanto tutto ciò a cui le unità carboniche potevano ricorrere erano gli stessi mezzi, che davano l’impressione di dare a ciascuno uguali obblighi e uguali vantaggi.

 

Ma il mago G aveva sbagliato i suoi calcoli, perché la legge del caos e il moto perpetuo c’erano già, solo che lui non se ne era accorto e quindi, anziché porre rimedio aveva evidenziato le qualità intrinseche in ogni unità carbonica, aumentando il difetto che lui stesso non aveva gradito, che nell’indimensione si traduceva nell’immunità totale delle unità carboniche, che potevano ricorrere a tutti i mezzi più infidi, sicuri di non essere scoperti, o peggio costruirsi un esercito di assoluti fedeli, per poi scaricarli quando non servivano più.  Insomma un vero paradiso per vigliacchi e mascalzoni.

 

E gli altri? Quelli con tanta creatività e capacità indiscusse?  Non avendo la possibilità di distruggere le altre unità, ma soltanto di intervenire sulle proprie, il vantaggio di questa indimensione resta che, nessuno può, per quanto faccia, togliere qualcosa a qualcuno.

 

Nessuno può intervenire tranne il magoG. Ma il magoG  non può accettare che tutto si muova per la semplice legge naturale del caos, lui vuole di più e per ottenerlo, non rispetta le regole che ha imposto agli altri, ma scende in campo travestito da unità idrocarbonica, assume e cambia di volta in volta identità, moltiplicandosi e dividendosi in un moto perpetuo ma innaturale, lottando nella virtualità contro le unità idrocarboniche, che non sanno che le regole valgono solo per loro, mentre il magoG si ingigantisce, sempre di più, sempre di più, fino a quando si produrrà un’implosione tanto più forte, quanto più la creazione indimensionale si è amplificata, poiché nonostante la sua pianificazione, questa eventualità nemmeno lui ha saputo calcolarla.

 

E le unità idrocarboniche? Questo dipenderà da loro, in quanto il coinvolgimento sarà esattamente proporzionale al tipo di partecipazione e di posizione che sono andati ad occupare nella creazione.

Adriana Bolchini

La musica di sottofondo è Contessa di Ruggeri - se la gradisci scarica il file zippato

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