Il tempo sospeso

raccolta tratta dal volume di Pietro Barbera



Il canto del Muazin

I passeri della Tunisia

frugano,

con becchi appuntiti,

i prati verdi

all’imbrunire.

Rivoltano lesti

frammenti di fango

per stringere in bocca

piccoli vermi.

Un guizzo  d’ali

e l’ambita conquista

trapassa oltre gli oleandri.

Come loro rivolto zolle di pensieri

-i sogni il mio becco-

addento per un attimo

la leggerezza dell’essere.

Volo fulmineo 

oltre le fronde dei ficus.

Assaporo la mia  effimera preda.

Tutto,

in fievoli  bagliori,

si dissolve

nel vento della sera

che porta con se

la nenia del Muazin.

 

 

Artisti

Aprono cieli chiusi

gli artisti.

Trafiggono

galassie inesplorate

nell’irrazionalità

del buio siderale.

Sfogliano pagine bianche

da scrivere in un libro

mai letto.

Spremono angosce

ritrovando gocce d’armonie

di note irreali.

Pennellate decise

per l’acquarello

della realtà.

Slanci psichici

oltre il dolore,

fuga dal labirinto

della “normalità”.

Spazi mentali

creati dal nulla,

memorie disperse

appese al filo d’Arianna.

Frantumi,

cocci di sentimenti,

rincollati

generano mosaici

cangianti d’umore,

sempre diversi.

Anelito tracotante

-sgretolate le apparenze-

d’insopprimibile

libertà.

 

Amen

Inedia  di spirito anelante

posa

su sconfinati oceani di tenebre

rotti schemi

- involuti-

d’arcadica speculazione

ritornano  al precipuo scopo:

amore / odio

vita / morte,

anima / materia.

Scardinate le inibizioni

irrorare

-rigenerato il plasma-

nuove arterie

nei percorsi mentali:

esplosione di mondi

mai procreati

nel buco nero della coscienza.

Esalazioni filosofiche

nell’attesa  di eventi ridestanti

l’azione,

ricomposte

nel sacrario della letteratura.

AMEN.

(Reazione furibonda al sacrilegio della poesia)


Se la musica di sottofondo è di vostro gradimento, scaricate qui il file zippato

© Brisa Diseños. Copyright, Marzo 2003