L'Aquila reale

 

di

 

Fernanda Nosenzo

 

Un'ombra scura vola nell'aria, possente e maestosa, è l'aquila, superbamente libera nei cieli, dove la natura trasmette ancora i suoi valori.  Ne seguo l'ascesa con riverente ammirazione, osservo l'ampiezza delle sue ali spiegate nel volo, la sua simulata danza nella brezza leggera, ne ammiro la grazia finché la vedo posarsi lontano e la sua figura stagliarsi sullo sfondo imponenete d'una vetta.

 

Moltissimi sono i significati simbolici, mitologici, spirituali e guerrieri legati all’aquila ma, prima di addentrarmi nella notazione di questi suoi legami, esaminiamo la scheda naturalistica di questo stupendo rapace.

 

L’aquila reale, formidabile predatrice possente e maestosa mentre nel volo descrive ampi cerchi a grandi altezze, è un grande uccello rapace diurno dal becco robusto e uncinato, dal collo guarnito di piume lanceolate e dalle ali molto ampie.

Le sue lunghe zampe sono fornite d’artigli lunghi, affilati e adunchi, con i quali afferra e lacera le sue prede.

Uccello dell’ordine degli Acciptriformi e della famiglia degli Accipitridi, attivo di giorno, nidifica prevalentemente sulle rocce.

E’ diffuso quasi uniformemente in tutte le zone della terra, ad eccezione delle latitudini polari. Si conoscono molte specie d’aquila, ognuna delle quali possiede la propria morfologia, le proprie abitudini alimentari e il proprio habitat.

In Italia sono presenti due sole specie, la cosiddetta “aquila crysaetus” e la “hieraetus aquila”, quest’ultima presente nelle zone montuose della corona delle Alpi.

 

 

Consideriamo ora alcune definizioni legate all’aquila universalmente considerata come un simbolo celeste e solare.

Regina degli uccelli, ne completa il simbolismo generale che, sotto certi aspetti, è il medesimo degli angeli e degli stati spirituali superiori.

In certe culture religiose fu paragonata allo stesso sole.

 

 

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