I Messaggeri





 

Molte persone sono convinte che gli angeli siano tra noi, e più che mai attivi.

Per altre, si tratterebbe solamente di proiezioni della fantasia, attualmente proposte dalla moda new age.

Che si creda o no agli angeli, comunque l’argomento rimane davvero serio.

Come ha affermato il celebre psicanalista Carl Gustav Jung, quattromila anni di fede in queste creature hanno creato una realtà depositata in un grande serbatoio di idee, "l'inconscio collettivo", composto di archetipi culturali, ovvero di punti di riferimento del modo di pensare umano.

Tale psichismo, peraltro, funzionerebbe sia per chi crede sia per chi non li riconosce. Né ci si può stupire se un insigne biologo evoluzionista, il professor Rupert Sheldrake dell’Università di Oxford, crede fermamente negli angeli.

Anche se in una maniera moderna: secondo lo studioso, essi sarebbero i "codificatori delle forme" non solo umane, ma di tutti gli esseri animati della Terra.

Esiste sul mercato un numero considerevole di testi che descrivono gli angeli.

A ogni livello. Tra questi, quello oltremodo erudito del filosofo Massimo Cacciari, dal titolo “L’angelo necessario”.

La tesi dello scrittore è davvero originale: gli angeli esisterebbero per colmare il vuoto esistenziale dell’uomo, necessari giacché Dio sarebbe troppo lontano dalle necessità individuali delle sue creature pensanti.

L’uomo avrebbe creato gli angeli per stimolare la propria capacità di immaginazione ed arrivare ai confini del mistero. 

Non a caso il termine anghelos significa in greco messaggero, inviato, ambasciatore.

E difatti nelle sacre scritture cristiane essi annunciano la nascita di Gesù e di Maria, ed intervengono come araldi ogni volta che sia necessario comunicare certi eventi, o le volontà divine.

Nella religione islamica essi permisero a Maometto, tra l’altro, di compilare il “Corano” riferendogli i dettati di Allah.

Nell’antica religione ebraica gli angeli furono tramandati soprattutto come guardiani delle sacralità e come esecutori delle leggi divine.

La religione ebraica, peraltro, attinse a piene mani alle tradizioni assire e babilonesi.

Per gli Assiri, il supremo dio Anu aveva ai propri ordini i “sukkal”, messaggeri mostruosi dalle fattezze antropomorfe, una sorta di grifoni con il corpo da bovino e con il viso umano mentre i Persiani, in gran parte di religione zoroastriana, raccontarono che il dio Ahura-Mazda avesse generato entità benefiche, dette “fravashi”, che avrebbero collaborato alla creazione dell’intero cosmo.

Tali angeli avrebbero rivestito anche funzioni di protezione e di custodia a favore d’ogni essere umano.

Sarebbero stati una sorta di “doppi spirituali” d’ogni individuo, preesistenti alla nascita e permanenti dopo la morte.

Queste tradizioni orientali influenzarono enormemente la dottrina angelica dei cosìddetti “padri della chiesa” del cristianesimo primitivo.

Ad esempio, Clemente d’Alessandria descrisse il ruolo di protezione che gli angeli eserciterebbero verso gli uomini, le città e le nazioni.

Alcuni teologi dei primi secoli, collegandosi alla filosofia aristotelica, giunsero a disquisire che gli angeli furono gli animatori degli astri, che il firmamento avesse ruotato grazie al loro impulso e che avessero influito direttamente sulla creazione.

I “cori” e le gerarchie angeliche dantesche immortalate da Dante Alighieri nella “Divina Commedia” ebbero derivazione da questa concezione, e l’ideazione si protrasse sostanzialmente per tutto il Medioevo fino alla filosofia di Cornelio Agrippa.

Una teoria, questa, ripresa nel secolo XIX dal teosofo austriaco Rudolf Steiner, secondo il quale ogni 354 anni la storia umana sarebbe soggetta all’influsso di un nuovo arcangelo.

Ora il mondo sarebbe governato da Michele che, pur non potendo risparmiare agli uomini guerre e malattie, sosterrebbe l’umanità sotto il profilo meramente spirituale.

Secondo Basilio ogni uomo sarebbe assistito da un angelo-guida che sarebbe stato, nello stesso tempo, suo pedagogo e protettore.

Si deve a Pseudo Dionigi l’Areopagita l’elaborazione precisa delle gerarchie angeliche, una suddivisione di gradi e di funzioni angeliche anche oggi vigente nella specifica teologia cristiana sugli angeli.

In particolare, più le gerarchie erano vicine al Creatore, più sarebbero state immaterialmente ineffabili.

 

Frammenti d’energia cosmica

Secondo la moderna catechesi cristiana, gli angeli devono essere considerati  individualità di pura energia e intelligenza.

Ma non fu sempre così. Fino al 1453, anno di un concilio ecclesiastico tenuto a Bisanzio, si intrecciarono discussioni davvero futili circa la loro forma, anche sul loro sesso.

Nei libri dell’Antico Testamento gli angeli scendevano e salivano in cielo grazie a scale a pioli.

L’iconografia aggiunse loro le ali solo a partire dal V secolo.

Ogni Serafino ne avrebbe avute sei, quattro per volare e due per coprire il sesso. Una curiosità: secondo un recentissimo studio condotto dal professor Paolo Galeotti, docente d’Ornitologia all’Università di Pavia le ali degli angeli, così come appaiono nell’iconografia religiosa, sarebbero strumenti del tutto inefficaci ed impossibili per volo.

Il problema maggiore sarebbe costituito dal peso corporeo che esse dovrebbero sorreggere.

Infatti, i muscoli necessari a far volare un corpo similare a quello umano dovrebbero essere talmente pesanti e ingombranti da rendere impossibile il volo stesso.

Inoltre sarebbe inadatta anche la posizione delle ali che, come in ogni vertebrato, dovrebbero essere un adattamento al volo, una trasformazione, degli arti superiori e non situate sul dorso.

Per sant’Ippolito gli angeli sarebbero stati di natura ignea, per Ephrem d’Amida fatti di luce, per Gregorio Nazianzeno di puro spirito, per sant’Agostino di luce e d’aria.

Tommaso d’Aquino sostenne che fossero composti di pura spiritualità, ma non escluse che potessero assumere forma corporea per avere contatti con gli uomini.

Si discusse anche sul loro numero.

Per Daniele sarebbero stati diecimila volte diecimila, ovvero cento milioni. Sant’Alberto Magno ne aveva calcolati quattro miliardi.

Nella Cabalà ebraica si parla di oltre trecentomila angeli, dei quali circa la metà, furono scacciati dal Paradiso in seguito alla nota ribellione biblica.

Sempre nella Cabalà, molti angeli furono descritti in forma di fohat, ovvero come “energia che turbina”.

Difatti l’aspetto angelico sarebbe stato un adattamento a ciò che sarebbe stato più consono alla loro scala gerarchica.

Ad esempio, gli angeli Serafini non avrebbero avuto forma giacché il loro posto sarebbe stato immediatamente vicino alla luce divina.

Gli angeli Custodi, invece, avrebbero posseduto forma antropomorfa giacché agenti a livello umano ed affidati dalla divina provvidenza ad ogni singolo individuo, il loro numero sarebbe tale e quale a quello degli uomini.

Esistono angeli anche nelle tradizioni religioso-mitologiche induiste e buddiste. Nelle prime si narra la presenza nella creazione dei deva, entità che tutelerebbero, oltre gli uomini, i boschi, le montagne, i fiumi e così via.

I choan buddisti avrebbero invece funzioni simili agli arcangeli biblici, ovvero di condottieri al servizio di Dio e degli spiriti superiori.

La scienza ha provato a fornire una giustificazione razionale alle secolari congetture mistiche su gli angeli, al di là delle possibili attinenze psicoanalitiche.

Un ricercatore evoluzionista statunitense, il professor Niles Eldredge della Columbia University è il massimo portavoce di una corrente di pensiero che suppone che tutti i sistemi biologici conosciuti rispondano ad una gerarchia stabilita e che lo studio delle loro interdipendenze potrà ampliare le conoscenze scientifiche e perfino metafisiche.

Ma tra gli scienziati e i mistici esiste una differenza per certi versi sostanziale.

Se per gli scienziati il sistema evoluzionistico si alimenta dal basso verso l’alto, per gli altri l’imput deriva invece dall’alto.

In tal senso, sarebbe l’energia creatrice che influenzerebbe lo spirito e le forme, da quelle degli angeli a quelle del complesso biologico infinitamente piccolo.

E’ questo l’aforisma del dio indù Brama che, secondo il mito, respirerebbe la materia.

Così facendo darebbe origine a tutte le forme di vita presenti nel cosmo.

Ovviamente, angeli compresi.

Fernanda Nosenzo

 

A margine di questa riflessione sugli angeli, si desidera ricordare il libro di Fernanda Nosenzo Spagnolo, curato dalle “Iniziative Editoriali Aster Center”, dal titolo Angeli, piccolo dizionario di Angelogia”, forse unico testo in argomento composto in base alle indicazioni della mitologia gnostica e cabalistica.


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17 October 2003.
The painting used to create this set is called "Heavenly Hands"
by Greg Olsen.  Used with permission.
© Lil Kitty, 2001-2003.