Muse nell'arte  

 

 

Giuditta II di Gustav Klimt

 


Muse nell'Arte 

Ogni artista possiede una particolare sensibilità, che lo rende capace di percepire e di far suoi alcuni momenti dell’esistenza, che stimolano in lui una reazione emotiva.

Non ha importanza per il poeta o per il narratore, se queste emozioni non gli sono proprie e non le ha vissute in prima persona, ciò che conta è la sua capacità di coglierne appieno il grande flusso emozionale, ma soprattutto riuscire a trasmetterlo agli altri, attraverso le sue descrizioni.  Questa è  la caratteristica che crea la differenza fra un semplice scrittore e l’artista.

E' in uso pensare che queste capacità, non siano semplicemente doti innate nell'individuo, ma all’entrata in relazione con le muse ispiratrici, di origine mitologica ellenica.

Queste nate dall’unione di Giove a Mnemosine, nei pressi del monte Olimpo, in Tessaglia, secondo la tradizione, in origine erano soltanto tre: Melète, Mnème. Aède e sarebbero state destinate alla cura delle sorgenti e dei luoghi solitari irrigati dai ruscelli.  Il seguito diventarono nove ed a loro venne attribuito il dono divino dell’ispirazione poetica e del risveglio alle arti e agli studi:

 

Calliope – poesia e narrativa

Tersicore – poesia lirica corale e danza

Erato – poesia amorosa e in seguito anche la geometria

Euterpe – poesia lirica e musica, in particolare l’auletica (a lei venne attribuito l’invenzione del flauto, che in greco si chiama àulos)

Melpomene – poesia tragica

Clio – musa della storia

Tana – commedia

Urania – geometria e astronomia

Pohnnia -  musica sacra, anche se non le sono stati riconosciuti attributi particolari.

 

Adriana Bolchini

 

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