Dea e Donna

 

Tra i resti di un passato ormai sepolto

protendo la mia mano per sfiorare

la pietra antica che mi vuol parlare

e silenziosamente il vento ascolto.

 

Il mare mi riporta quel profumo

che piano il tempo s’è portato via.

così il ricordo è lenta eutanasia

e qui nel petto il cuore mi consumo.

 

Dal promontorio stavo ad osservare

chi a me veniva carico di doni

intrisa tutta dai festanti suoni

di navi che approdavano dal mare.

 

Vorrei tornare allo splendore antico

però mi manca tempo alternativo

che almen nella memoria resti vivo

il vostro sguardo ancora qui mendico.

 

Intorno a me non vedo che rovine

e lacrime che il sole ormai prosciuga

perché il passato è stato messo in fuga

e nel mio petto restano le spine.

 

Guardatemi e cercate in me la donna.

ai raggi della luna ancor spogliata

vorrei sì come un dì sentirmi amata.

Athena son… di Paestum la colonna.


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