La condanna

 

Sono innocente e vengo condannata

per qualche cosa che non ho commesso

e mi ritrovo ancor sotto processo

a questa sbarra sono l'imputata.

Il dito accusatore m'hai puntato

e giudichi dall'alto del tuo seggio

ma quando sotto i colpi tuoi ondeggio

non vuole certo dir che m'hai domato.

 

Ti pari dietro alla parola amore

convinto che sia tutto un tuo diritto

ma le parole aspre che m'hai inflitto

a te non fanno certo molto onore.

Che sono madre sempre lo rammento

che sono moglie non ho dimenticato

sei tu invece quello che ha scordato

che sono donna e non solo ornamento.

 

Ho dei diritti come essere umano

che non permetto a te di calpestare

meglio morir che farmi ricattare

son pronta ad affrontare l'uragano.

Sono innocente non chiedo io clemenza

ma solo ciò che è giusto e dignitoso

finché la forza avrò per lottare oso

gridar contro ogni forma di violenza.

 

Il tuo potere affondi come lama

colpisci duro e ancora non m'arrendo

lo sai che la mia anima non vendo

soddisfi con la forza la tua brama.

Ricorda un dì sarai... tu giudicato

da chi la toga porta per davvero

potresti ritrovarti prigioniero

prendendo il metro che con me hai usato.


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