Dedicata ad Adriana

Amo le tue parole

dolce luna

familiare e sconosciuta

amica dei notturni

pensieri d'infanzia

dei miei esausti sogni d'amore.

 

Amo i tuoi silenzi

di cortigiana abile

con il liuto e con la penna

con il veleno in tasca

non si sa se per te

o per coloro che ignari

ti porgono la coppa.

 

Amo la tua solitudine  

che è la mia

da sempre unico rifugio

per fuggire la pazzia

la rabbia, gl' inganni

unico orizzonte

dove non si specchi ombra alcuna.

 

Amo la tua rabbia

di essere ciò che non siamo

di fare ciò che è proibito

di osare ciò che non è consentito

di vivere al di là delle parole.

 

Amo la tua impotenza

a prescindere la carne

che ci lega con lacci d'oro

e ci piega alla sterilità

della sua creazione.

 

Amo il tuo dolore

di essere pellegrina amante

di sempre nuovo

muscoloso Pigmalione

scolpito con lo sguardo

sulle friabili rocce del nulla.  

Amo disperatamente

quest'arcana corrispondenza

che ci fa sorelle

ci fa madri e figlie

carcerati in fuga

con i polsi ancora incatenati

e il sole sulle labbra.

 

E amo quel grande Architetto

che ha disegnato

su una Tavola d'oro

i cerchi imperfetti

dei nostri due destini.

 

Laura Rangoni

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